
L'età napoleonica
Età Napoleonica - letteratura

L'età napoleonica
Napoleone nasce ad Aiaccio, in Corsica, nel 1769 e a 24 anni si era distinto nella difesa del porto di Tolone assediato dagli Inglesi.
Mandava spie nelle città piemontesi e lombarde, affinché contattassero i gruppi rivoluzionari locali detti "giacobini", proprio come gli omonimi membri del partito della Rivoluzione. Napoleone ci teneva affinché i giacobini venissero rassicurati sulle intenzioni del generale, cioè, abbattere i regimi tirannici e liberare i popoli rendendoli indipendenti. Fu così che Napoleone, guadagnato l'appoggio di truppe fedeli, iniziava la Campagna d'Italia (1796-1797).




Il Direttorio, raggiunto l'obiettivo di togliere la Lombardia all'Austria, aveva accettato di affidargli un altro compito, ossia colpire l'Inghilterra - che dalla Guerra dei Sette anni era la principale nemica della Francia- attraverso l'Egitto. Dovuta alla sfrenata ambizione di Napoleone si concluse in tragedia, ma ad essa si deve la scoperta della stele di Rosetta.


1799 - Fine della Rivoluzione francese.
Dopo la tragica Campagna d'Egitto, Napoleone comprese che il popolo francese era disposto a lasciarsi alle spalle ogni ideale di democrazia pur di riavere pane e denaro. Così, insieme al fratello Luciano, Napoleone tentò di realizzare un piano finalizzato a rovesciare il Direttorio e istaurare una dittatura. Si attribuì, attraverso un colpo di Stato, il titolo di Primo console e si impadronì dei poteri legislativo ed esecutivo. Era questo un governo con un plebiscito, ossia una consultazione elettorale non più censitaria ma di tutto il popolo chiamato a dire "sì" o "no" a una singola proposta.
Per riacquistare prestigio dopo la Campagna d'Egitto, doveva riconquistare i territori perduti dalla Francia in Belgio e in Italia.


Mentre conquistava i territori perduti, il Primo console utilizzava i poteri illimitati della sua carica per riportare il benessere in Francia. Si dedicò:
- ad una radicale riforma del sistema economico e amministrativo
- alla fonazione dei Licei per formare la nuova classe dirigente
- ad un Concordato con il papa che riportò la pace religiosa
- al Codice civile del 1804 che costituisce la più poderosa sistemazione delle norme per lo sviluppo del mondo borghese: ribadiva il diritto alla proprietà privata e l'abolizione del feudalesimo, insieme al principio di uguaglianza di fronte alle leggi, la laicità dello Stato e la legalizzazione del divorzio, come già formulato nella Costituzione del '91.
Annullando le stesse libertà del Codice civile, però, Napoleone nel 1804 indisse un plebiscito e si fece incoronare imperatore dei francesi. Da quel momenti in avanti, infatti, le libertà teorizzate nel Codice napoleonico, furono annullate da un comportamento sempre più dispotico.

Napoleone credeva di potersi spingere oltre, ma ignorava che, di tutti coloro che lo applaudivano, molti erano già pronti a tradirlo.


Il Congresso di Vienna



Molti dei governi restaurati si abbandonarono alla vendetta. A tutti coloro che avevano simpatizzato per le riforme napoleoniche furono confiscati i beni e comminate pene pesantissime. In Francia, gruppi di "ultras", massacrarono tutti coloro che avevano sostenuto Napoleone. Queste bande erano guidate dal fratello del re, il conte Artois. Inoltre, fatto gravissimo, i governi abolirono la Costituzione francese che Napoleone aveva dato ai Paesi che aveva occupato.
Proprio per indurre i re a fare concessioni nacquero i Moti del '20, prime lotte contro la Restaurazione.
Il Congresso affrontò anche la Questione d'Oriente, ossia come approfittare della debolezza dell'Impero turco-ottomano per impadronirsene. Potentissimo fin dalla prima metà del '600, aveva cominciato a declinare per la corruzione dei funzionari e la fine dei commerci con l'Oriente a causa delle flotte inglesi, olandesi, francesi e portoghesi. I Turchi saranno sconfitti nel 1829 grazie alla setta segreta "Libertà". La sua bandiera era quella di una grande croce azzurra su sfondo bianco, simbolo della resistenza cristiana contro l'oppressione musulmana. I turchi nel massacro di Chio, isola greca, furono feroci tanto da generare un fenomeno di solidarietà verso la Grecia che portò i liberali di mezza Europa a mobilitarsi a favore della Grecia che nel 1829 ottenne l'indipendenza. Fu fondata una Repubblica dai liberali che verrà poi smantellata a favore di un re assoluto, Ottone di Baviera.
Stato - nazione nell'Ottocento

Nel '400, alla fine della Guerra dei Cent'anni, iniziarono ad emergere in Europa alcune monarchie nazionali (Inghilterra, Francia e Spagna). Il potere era accentrato e i confini dell'entità giuridica coincidevano con un popolo che si riconosceva nella lingua, usi e costumi. In questo momento però, non si parla ancora di Stati, il percorso è ancora tutt'altro che compiuto. Ha inizio un percorso di accentramento di potere che, ad esempio in Francia, si conclude con Napoleone.
Prima dell'Ottocento la Francia, non aveva un apparato burocratico efficiente. Segno che nell'Ottocento il percorso era giunto al termine. Lo Stato accentrato, con un buon apparato amministrativo, non aveva differenze locali, rimasugli di aristocrazia o ancien regime. Lo Stato, in quel momento, era l'unico soggetto che poteva esercitare forza in maniera lecita all'interno dei propri confini.
Formazione della burocrazia
Stati già realizzati ve ne erano altri, come la Gran Bretagna, che aveva un apparato funzionale, seppur, per via del ruolo della gentry, non aveva un apparato amministrativo capillare come quello della Francia. In Inghilterra vi erano ancora relative autonomie locali che perduravano, per via delle campagne inglesi. In Francia, il modello fortemente accentrato, farà da modello a molti stati europei, come la stessa Italia nel 1861.
In epoca napoleonica si forma una nuova classe burocratica dalla quale si pretendeva formazione. Nacquero le scuole per formare i tecnici che avrebbero poi lavorato nello Stato. Nascono forme selettiva su come assumere i burocratici che fino ad un secolo prima si basava sulla vendita all'asta da parte dello Stato di una carica che veniva acquistata da chi aveva i soldi a disposizione. adesso il dipendente pubblico al servizio dello stato deve essere capace e un nascono, così, i concorsi pubblici, che servono per selezionare i più adatti per quel determinato carico attraverso la meritocrazia. Nell'Ottocento si forma una burocrazia alle dipendenze dello Stato ma anche forme diffuse di controllo del potere legislativo. Si formano le prime assemblee, parlamenti, che hanno vita travagliata ma si iniziano a formare sul modello, in parte inglese. Questi iniziano a comparire poi in tutta Europa, un po' alla volta.
Politici e burocratici devono collaborare ma possono avere pareri discordanti. I burocratici, quasi sempre di estrazione borghese, hanno stessi valori dei politici seppur questi siano specialisti, tecnici, che hanno studiato. Ma più che altro sono persone in grado di farsi eleggere e hanno a cuore l'elettorato, la propaganda. Questo rapporto è in parte difficile già nell'Ottocento perché ognuno ha in mente le proprie prerogative.
Lo stato di diritto
Il Parlamento diventa centrale. La Rivoluzione francese ha trasformato gli abitanti da sudditi a cittadini, perciò, non più sottomesso, il cittadino vuole sentirsi tale e avere dei diritti da esercitare, anche in campo politico.
I governi, oltre che al re, dovranno chiedere la fiducia al Parlamento, che qualora non dovessero ottenerla, saranno costretti a dimettersi.
La Costituzione, che sancirà la suddivisione dei poteri, permette la formazione dello Stato di diritto (liberale) dove il diritto è il vero padrone, inteso come legge che è più importante di ogni re o parlamento. La legge, scritta, è inviolabile, e regola la vita. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, uno dei cardini degli stati di diritto. I reati valgono per tutti, così come le pene.
Il suffragio universale
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